Istituto Suore Riparatrici Sacro Cuore "M. ZACCAGNINO" - San Nicandro Garganico -

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MINISTRI STRAORDINARI

LE OPERE

Suor Asteria: Il Sabato pomeriggio Suor Guia: la Domenica mattina

I Ministri Straordinari dell’Eucaristia sono coloro che recano la santa Comunione agli infermi, agli anziani, a coloro che sono impossibilitati a partecipare alla Messa, specialmente domenicale, essi, dopo essersi nutriti di Cristo nell’Eucaristia, nutrono Cristo nei poveri (cfr. S,Leone, Sermone 9; PL 54, 453-3)

CORSO PER MINISTRI STRAORDINARI DELLA COMUNIONE


All'origine dell'Eucarestia
c'è l'Ultima Cena di Gesù con i discepoli e il suo comando: "Fate questo in memoria di me" (Lc 22,19; I Cor 11,24). Questo sacramento è definito anche Santa e divina liturgia perché tutta la liturgia della Chiesa trova in esso il suo centro, essendovi attualizzato il mistero pasquale della salvezza; più comunemente S. Messa perché si conclude con l'invio ("missio" in latino) dei fedeli nel mondo per compiervi la volontà di Dio. La liturgia eucaristica quindi è partecipazione attiva, presenza viva del Figlio di Dio in quel momento assieme a noi e in quel pane e in quel vino.
Quattro sono i momenti fondamentali della celebrazione eucaristica: 1) Riti d'ingresso. 2) Liturgia della Parola. 3) Liturgia eucaristica. 4) Riti di congedo.

ABBIAMO BISOGNO DI TE
Abbiamo bisogno di te, di te solo, Gesù, di nessun altro.
Tutti hanno bisogno di te, anche quelli che non lo sanno, assai più di quelli che sanno.
L’affamato s’immagina di cercare il pane, e ha il fame di te; l’assetato crede di valore l’acqua, e ha sete di te.
Chi cerca del bellezza del mondo cerca, senza accorgersene, te, che sei la bellezza intera e perfetta.
Chi persegue nei pensieri la verità desidera, senza valore, te, che sei l’unica verità degna d’essere saputa.
E chi si affanna dietro la pace cerca te, sola pace deve possono riposare i cuori più inquieti.
Essi ti chiamano senza saperlo e il loro grido è inesprimibilmente.     Più doloroso del nostro.
(Giovanni Papini, 1881-1956)


PRIMA COMUNIONE


Nella Chiesa cattolica viene chiamata Prima Comunione il momento in cui i fanciulli, ma eventualmente anche persone in età più matura, si accostano per la prima volta al sacramento dell'Eucaristia.
La Prima Comunione viene solitamente preceduta da un itinerario di catechesi volto a portare la persona alla consapevolezza del gesto sacramentale che sta per vivere.
Fino al pontificato di papa Pio X la prima comunione era conferita all'età di dodici-quattordici anni, età in cui, terminato il catechismo, il giovane fedele ha una conoscenza della dottrina cristiana. L'8 agosto 1910 la Congregazione dei Riti con il decreto Quam singulari abbassava l'età prescritta a sette anni, ritenendo che non fosse necessaria la conoscenza di tutta la dottrina per ricevere validamente il sacramento, ma che fosse sufficiente aver raggiunto l'età della discrezione, per distinguere l'eucaristia dal pane comune. Lo stesso papa Pio X dichiarò la
beata Imelda Lambertini patrona delle prime comunioni.
In Italia si registra negli ultimi decenni un calo nelle Prime Comunioni, dovuto principalmente a fattori demografici. Nel mondo invece si verifica il contrario, sia per l'incremento della popolazione mondiale sia per la crescita del Cattolicesimo nel Terzo Mondo.

“Signor mio Gesù Cristo, che per l’amore che porti agli uomini te ne stai notte e giorno in questo Sacramento, aspettando, chiamando e accogliendo tutti coloro che vengono a visitarti…”  
(S. Alfonso Maria de Liguori)  

Nel giorno della solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, la Chiesa ricorda Tarcisio (o Tarsicio). Subì il martirio da adolescente mentre portava l'Eucaristia ai cristiani in carcere. Scoperto, strinse al petto il Corpo di Gesù, per non farlo cadere in mani profane, ma venne ucciso. Il Martirologio romano ne fissa la morte il 15 agosto del 257 d.C. Il corpo venne sepolto insieme a papa Stefano sulla via Appia. Nel 767 papa Paolo I fece traslare le spoglie nella basilica di san Silvestro in Capite insieme ad altri martiri. San Tarcisio acquistò di nuovo fama nell'Ottocento, in seguito alla pubblicazione del romanzo «Fabiola» del cardinale Wiseman, interessato alla figura del coraggioso e giovane santo. In molte chiese di Roma è possibile trovare quadri, statue, pale d'altare che lo raffigurano.

Il ministro straordinario della Sacra Comunione
Il ministro, in grado di celebrare in persona Christi il sacramento dell’Eucaristia, è il solo Sacerdote validamente ordinato». Perciò il nome di «ministro dell’Eucaristia» spetta propriamente al solo Sacerdote. Anche a motivo della sacra Ordinazione, i ministri ordinari della santa Comunione sono i Vescovi, i Sacerdoti e i Diaconi, ai quali, dunque, spetta distribuire la santa Comunione ai fedeli laici nella celebrazione della santa Messa. Si manifesti, così, correttamente e con pienezza il loro compito ministeriale nella Chiesa e si adempia il segno sacramentale. Oltre ai ministri ordinari c’è l’accolito istituito, che è per istituzione ministro straordinario della santa Comunione anche al di fuori della celebrazione della Messa. Se inoltre ragioni di autentica necessità lo richiedano, il Vescovo diocesano può delegare, a norma del diritto, allo scopo anche un altro fedele laico come ministro straordinario, ad actum o ad tempus, servendosi nella circostanza della appropriata formula di benedizione. Questo atto di deputazione, tuttavia, non ha necessariamente forma liturgica, né in alcun modo, se la avesse, può essere assimilato a una sacra Ordinazione. Soltanto in casi particolari e imprevisti, può essere dato un permesso ad actum da parte del Sacerdote che presiede la celebrazione eucaristica
Questo ufficio venga inteso in senso stretto secondo la sua denominazione di ministro straordinario della santa Comunione, e non «ministro speciale della santa Comunione» o «ministro straordinario dell’Eucaristia» o «ministro speciale dell’Eucaristia», definizioni che ne amplificano indebitamente e impropriamente la portata.
Se è di solito presente un numero di ministri sacri sufficiente anche alla distribuzione della santa Comunione, non si possono deputare a questo compito i ministri straordinari della santa Comunione. In simili circostanze, coloro che fossero deputati a tale ministero, non lo esercitino. È riprovevole la prassi di quei Sacerdoti che, benché presenti alla celebrazione, si astengono comunque dal distribuire la Comunione, incaricando di tale compito i laici.
Il ministro straordinario della santa Comunione, infatti, potrà amministrare la Comunione soltanto quando mancano il Sacerdote o il Diacono, quando il Sacerdote è impedito da malattia, vecchiaia o altro serio motivo o quando il numero dei fedeli che accedono alla Comunione è tanto grande che la celebrazione stessa della Messa si protrarrebbe troppo a lungo. Tuttavia, ciò si ritenga nel senso che andrà considerata motivazione del tutto insufficiente un breve prolungamento, secondo le abitudini e la cultura del luogo.
Non è in nessun modo consentito al ministro straordinario della santa Comunione delegare all’amministrazione dell’Eucaristia qualcun altro, come ad esempio un genitore, il marito o il figlio del malato che si deve comunicare.
Il Vescovo diocesano riesamini la prassi degli ultimi anni in materia e la corregga secondo opportunità o la determini con maggior chiarezza. Se per effettiva necessità tali ministri straordinari vengono deputati in maniera estesa, occorre che il Vescovo diocesano pubblichi delle norme particolari, con cui, tenendo presente la tradizione della Chiesa, stabilisca delle direttive a norma del diritto in merito all’esercizio di questo compito.


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